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Disbiosi

Approfondimenti > Eubiosi e disbiosi

L'alterazione del normale rapporto tra i ceppi batterici presenti all'interno dell'intestino viene definita disbiosi intestinale. Le cause di questa alterazione sono molteplici.

In primo luogo la qualità del cibo. La presenza di sostanze chimiche, l'inquinamento delle materie prime ed errori alimentari di diverso tipo possono provocare la prevalenza di un ceppo sugli altri e le relative conseguenze.

Secondo come importanza è l'uso di farmaci ed in particolare di antibiotici. Sebbene si rivelino indispensabili in diverse occasioni, questi farmaci provocano una decimazione, a volte incontrollata, di alcuni ceppi batterici, consentendo ai sopravvissuti di prendere il sopravvento. Questo accade, in particolare, quando i trattamenti sono prolungati o ripetuti nel tempo.

Anche altri farmaci come i contraccettivi orali ed i cortisonici possono provocare lo stesso tipo di fenomeno.

La sintomatologia della disbiosi e varia. Può andare dalla semplice alterazione della qualità digestiva alla produzione di gas in eccesso, ad alterazioni dell'albo, fino ad arrivare a problemi legati all'assorbimento dei principi attivi o alla produzione di determinate sostanze la cui responsabilità è proprio di alcune colonie batteriche. In questo caso un intestino che non risponde correttamente agli stimoli esterni, oltre a determinare sintomatologie specifiche va incontro ad uno stato di infiammazione cronica perdendo, di conseguenza, la capacità selettiva nei confronti dell'assorbimento e della filtrazione delle materie prime. Oltre al già citato problema relativo alla cattiva qualità dell'assorbimento dei principi attivi, un intestino non correttamente permeabile selettivamente può consentire il passaggio all'interno dell'organismo di sostanze tossiche che possono provocare danni a distanza.
Non va dimenticato, poi, che l'uso indiscriminato di antibiotici, riducendo la carica batterica, può consentire lo sviluppo eccessivo delle colonie fungine normalmente presenti all'interno del lume intestinale (candida).


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