Idrocolonspezia


Vai ai contenuti

Menu principale:


Le regole di igiene alimentare

Stile di vita

Mangiare ad intervalli regolari
Tutto il sistema della digestione, dallo stomaco all'intestino, agli organi interni quali fegato e pancreas, ha bisogno di opportuni intervalli di riposo per svuotarsi e recuperare energie. Per questo motivo è bene mangiare ad intervalli regolari e non introdurre cibo tra un pasto all'altro. La regola da osservare è che bisognerebbe mangiare ogni tre ore mezza o al massimo quattro ore, escludendo la notte. Per questo motivo idealmente dovrebbero essere fatti cinque pasti quotidiani: colazione, uno spuntino a metà mattina, pranzo, una merenda nel pomeriggio ed infine la cena. Naturalmente le quantità di cibo introdotto devono essere proporzionali al numero di pasti effettuati. È molto importante che negli intervalli tra un pasto e l'altro non venga introdotto alcun alimento calorico al di fuori di liquidi non zuccherati. Anche le gomme da masticare, incluse quelle pubblicizzate come senza zucchero, costituiscono uno stimolo all'attività dell'intestino e degli organi ad esso connessi.

Dedicare il giusto tempo ai pasti
Il pasto, sia esso il pasto principale o uno spuntino, dovrebbe essere un momento di relax, di riposo fisico e mentale, anche se possiamo dedicarvi soltanto pochi minuti. Mangiare di fretta, chiacchierando di lavoro o addirittura lavorando implica non solo una masticazione scorretta ed insufficiente, ma anche uno stimolo non corretto ai processi digestivi. Sul momento non ce ne accorgeremo, ma disturbi della digestione, nervosismo, difficoltà di addormentamento, flatulenza ed altri problemi simili sono la diretta conseguenza di un sistema non corretto di alimentarsi.

Scegliere il cibo giusto
Nelle sezioni opportune parleremo di quali sono i cibi corretti per la nostra alimentazione. In questo paragrafo ci interessa ricordare la fondamentale importanza della qualità del cibo che ingeriamo. Il nostro corpo è una macchina e come tale meglio la alimentiamo meglio funzionerà. La difficoltà principale che incontreremo sarà proprio nello stabilire cosa è meglio per noi.

Troppo spesso la qualità della vita ci consente di dedicare poco spazio non solo al momento dell'alimentazione, ma anche e forse soprattutto alla scelta degli alimenti che consumiamo. Avendo poco tempo dobbiamo necessariamente riferirci da un lato alle nostre conoscenze che sono fin troppo spesso condizionate dalle informazioni pubblicitarie, dall'altro è difficile che riusciamo a fare a meno di punti di riferimento comodi ed importanti come grandi supermercati dove più che scegliere subiamo le scelte fatte da altri. Questo comportamento ci consente senz'altro di risparmiare tempo e forse anche denaro. Certamente non risparmiamo salute. È una scelta. Chi legge queste righe ha forse la necessità di rivedere questa scelta. Vi garantiamo che sarà un processo scomodo è difficile poiché, dopo un'intera vita dedicata ad altro perché c'era chi pensava alla nostra alimentazione, ci dovremo trovare a scegliere con la nostra testa, con le nostre conoscenze quello che mettiamo nel nostro piatto. Le sorprese non tarderanno ad arrivare. Ma saranno soprattutto sorprese positive perché delle scelte corrette provocheranno un netto e chiaro miglioramento della nostra salute. La scelta più importante, infatti, sarà quella di ritenere utile ed opportuno dedicare un po' di tempo ad essere consapevoli di quello che mettiamo sulle nostre tavole.

Consumare quotidianamente frutta e verdura
L'organizzazione mondiale della sanità suggerisce il consumo di cinque-sette porzioni di frutta e verdura quotidiane. Questa indicazione è certamente da seguire, ma noi consideriamo sufficiente distribuire questi alimenti nel modo che segue.

Al mattino, durante la colazione, consumare della frutta. A pranzo consumare sempre un'insalata, mista e di stagione. Lo spuntino pomeridiano potrebbe contenere ancora della frutta o delle crudità. La sera è bene preparare della verdura cotta. Se fosse un'abitudine possibile due ore dopo cena non sarebbe male consumare della frutta cotta. Possiamo aggiungere i seguenti consigli generali. Non mescolare tipi di frutta; utilizzare frutta di stagione; non consumare frutta o verdura crude dopo le 18; tutte le volte che sia possibile scegliere frutta e verdura biologiche o coltivate correttamente.

Evitare o ridurre i cibi raffinati
I processi di estrazione chimica delle materie prime e soprattutto la raffinazione delle stesse privano il cibo dei principi attivi per cui è utile alla nostra alimentazione. Un esempio tra tutti è rappresentato dal grano. Tra i cereali il grano e probabilmente il più completo ed il migliore che noi possiamo introdurre nella nostra alimentazione. La sua diffusione in oltre grazie al pane e alla pasta di cui abbonda la dieta mediterranea, dovrebbe garantire l'apporto della maggior parte dei principi attivi che abbiamo bisogno per il corretto funzionamento del nostro organismo. In realtà il processo di raffinazione sottrae la maggior parte di questi principi attivi lasciando al cibo esclusivamente il potere calorico. Questi processi industriali inoltre aggiungono sostanze chimiche che migliorano i processi di cottura, l'aspetto finale del prodotto ed altre caratteristiche gradite al consumatore. Anche queste sostanze non sono salutari. Oltre al grano, tra i cibi raffinati che sarebbe bene consumare con moderazione, troviamo lo zucchero e tutti i suoi derivati ed il sale. Una scelta attenta dei nostri alimenti rende possibile ovviare a questi problemi, anche se richiederà una maggiore attenzione nel momento della scelta e dell'acquisto.

Rispettare i ritmi del nostro corpo
Ritorniamo all'esempio della macchina. Più la teniamo sotto pressione e meno durerà nel tempo: è logica. Per questo motivo, anche se potrà sembrare strano, un corretto funzionamento del nostro intestino, un corretto funzionamento del nostro corpo in generale, dipendono anche dalla qualità del riposo e dalla nostra capacità di introdurre intervalli di relax sia nella quotidianità che nel lungo periodo. Se, per esempio, il nostro corpo ci chiede di fermarci per andare in bagno, dobbiamo farlo. Posticipare il momento da dedicare a noi stessi e alle nostre funzioni corporee solitamente significa aumentare il ristagno delle feci all'interno delle anse intestinali, aumentare la quantità di liquido che da esse verrà assorbito verso l'intestino e quindi ridurre la pressione che il bolo fecale esercita sulle pareti del colon, facendo scomparire progressivamente lo stimolo alla defecazione. Un'abitudine di questo genere non può non avere come conseguenza la stipsi con tutte le sue relative problematiche.

Fare attività fisica regolare
Il movimento regolare deve essere parte della nostra quotidianità. Non serve soltanto per dare tono ai muscoli, ma anche per mantenere attiva la circolazione e permettere al flusso sanguigno di raggiungere parti del nostro corpo che altrimenti verrebbero scarsamente irrorate e dove, di conseguenza, si possono accumulare tossine. Con l'attività fisica, inoltre, aumenta l'attività respiratoria ed il diaframma, ovvero il muscolo che quando si contrae comprime la cavità addominale, aiuta il corretto progredire delle feci.

Idratarsi correttamente
Un soggetto adulto di corporatura media dovrebbe introdurre almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno che si va ad aggiungere all'acqua contenuta nei cibi. Tanto maggiore è l'attività fisica e tanto minore è la quantità di frutta e verdura consumata, tanto maggiore dovrà essere la quantità di acqua assunta quotidianamente. L'acqua migliore è quella consumata lontano dai pasti; idealmente non gassata e con un residuo fisso estremamente basso. Andrebbero scelte, per la salute del nostro corpo dell'intestino, acque cosiddette minimamente mineralizzate, ovvero quelle che riportano un residuo fisso a 180° inferiore a 50 mg per litro. Questa è una regola ferrea. Consumare una quantità minore dell'acqua indicata, naturalmente proporzionata al peso di una persona, equivale a far funzionare meno bene l'intero organismo e l'intestino in particolare.



Torna ai contenuti | Torna al menu