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INTEGRATORI E PREVENZIONE: UNA COMBINAZIONE DISCUTIBILE

MINISTERO DEL CIBO

Della Dottoressa Francesca Andreazzoli

Il consumo di integratori vitaminici  è sempre più diffuso nella società occidentale e si stima che ogni anno vengano spesi circa 30 miliardi per questi prodotti.

Alla base c’è la convinzione che assumere vitamine e antiossidanti faccia bene e che prenderli concentrati sia ancora meglio.

Noi del Governo della Salute, pur convinti dell’importanza di queste sostanze per il nostro organismo, riteniamo che la cosa migliore sia, eccetto casi particolari, trarre tali preziosi nutrienti direttamente dal cibo che li contiene.

Qualcuno potrebbe obiettare che con il cibo non raggiungeremo mai la dose di vitamine che possiamo ottenere con una pasticca concentrata e che oggi giorno, a causa dell’inquinamento ambientale, delle sostanze chimiche che inconsapevolmente ingeriamo e di quelle con cui veniamo in contatto, abbiamo bisogno di grandi quantità di antiossidanti per contrastare queste aggressioni esterne.

Avete ragione, in effetti è così. Il nostro organismo tutti i giorni deve dispiegare gran parte delle sue energie in questi processi di difesa.

Ma siamo davvero sicuri che ingerire un’arancia sia meno vantaggioso che prendere una pasticca di vitamina C concentrata?

Lo studio che riportiamo alla fine dell’articolo, pubblicato sull’autorevole rivista Nature nel 2000, mostra un dato sorprendente, soprattutto se siamo abituati a ragionare per quantità, secondo la logica “più ne prendo meglio è” dimenticando che, nel caso del cibo ma non solo, la qualità di ciò che scegliamo ha un impatto ben maggiore della quantità e che a volte la nostra miopia, in questo caso nutrizionale, ci fa guardare al singolo elemento (come una vitamina) facendoci perdere la visione d’insieme (la sinergia di tutti i nutrienti).

Gli autori hanno analizzato l’attività antiossidante di 100 gr di mela (corrispondente in media a meno di una mela intera) dimostrando che questa è pari a quella prodotta da 1500 mg di vitamina C; considerando che una mela contiene in media soltanto intorno a 5 mg di vitamina C possiamo davvero ammettere che si tratti di un effetto stupefacente, in parte ascrivibile anche agli altri singoli componenti della frutta (come la quercetina, un altro importante antiossidante), in parte a una maggiore capacità di assorbimento della vitamina C contenuta nella mela, ma fondamentalmente a una sinergia di azione, tipica della natura e mal riproducibile dall’uomo in laboratorio.

Non a caso un famoso decalogo redatto nel 2007 dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), che è parte integrante della costituzione alla base del nostro Governo, prevede al punto otto proprio questa raccomandazione: “assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo” sconsigliando l’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro.

Noi del Governo della Salute non disdegniamo di utilizzare integratori alimentari qualora questo si renda necessario ma normalmente i nostri cittadini cercano di farne a meno, ben consapevoli che i veri integratori e i veri farmaci si possono trovare nel cibo che scelgono tutti i giorni.

Nutrition: Antioxidant activity of fresh apples

Marian V. Eberhardt, Chang Yong Lee & Rui Hai Liu

Abstract

Vitamin C is used as a dietary supplement because of its antioxidant activity, although a high dose (500 mg) may act as a pro-oxidant in the body. Here we show that 100 g of fresh apples has an antioxidant activity equivalent to 1,500 mg of vitamin C, and that whole-apple extracts inhibit the growth of colon- and liver- cancer cells in vitro in a dose-dependent manner. Our results indicate that natural antioxidants from fresh fruit could be more effective than a dietary supplement.


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